| Una giornata di pesca
Si esce a mare alle tre di mattina con rotta nord-ovest; doppiato Capo Caccia si raggiunge la Punta Argentiera alle prime luci dell'alba. Il lavoro inizia salpando le reti calate in mare la sera precedente. Man mano che le reti salgono a bordo, vengono pulite, liberate dai pesci.
Le aragoste vengono messe a dimora nel vivaio, un cassone pieno d'acqua di mare continuamente ossigenata, dove restano vive fino al rientro. Una rete normalmente lunga un paio di miglia (3,6 Km) richiede 3 ore a salpare, 2 ore per pulizia e riordino, altrettanto per la ricerca del nuovo punto di pesca e un'ora e mezza per ricalarla a mare. Terminato il riassetto della barca si riprende la rotta di rientro e, in caso di tempo buono, si prepara e consuma la zuppa di pesce (cassola de peix).
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Il Motoveliero Giovanna d'Arco rientra nel porto di Alghero alla fine di una giornata di pesca
Alle sei di sera si arriva in banchina, scaricato il pescato destinato alla vendita, si divide in parti uguali la parte di pesce (gonyoru) spettante ad ogni marinaio imbarcato per il consumo personale.
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Dentice (Dentul - Dentol)
In primavera/estate vive prevelentemente su fondali rocciosi di 50/60 m. di profondità frequentandoli in gruppi non molto numerosi (una decina di esemplari) che si riducono con l'aumentare dell'età.
Può raggiungere i 18 Kg di peso per 70 cm di lunghezza.
Dentice pescato nel mare del Golfo di Alghero tra Capo Caccia e Punta Argentiera del peso di circa 3 Kg.
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Pagello di bronza (Pagell)
Stesse abitudini e stesso luogo di pesca per il Pagello di bronza del peso di circa 4,5 Kg. esemplare adulto di taglia notevole. Si differenzia dal dentice per il colore più bronzato. Il pagello vive in gruppi abbastanza numerosi e durante il periodo primaverile si avvicina più sotto costa per deporre le uova in prossimità di scogli isolati e tranquilli.
Può arrivare a 5 Kg per 60 cm di lunghezza.
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Aragoste di Alghero (Palinurus Elephas) (Lliagosta)
Si differenziano da quelle di altri mari per la loro bontà. Queste sono state pescate ad una profondità di 130 metri su fondale misto di pietra e roccia. Il colore rosso è tipico di questo tipo di fondale dove è possibile trovare anche il corallo rosso.
L'aragosta vive su fondali da 0 metri fino a oltre 500 metri. Le aragoste di profondità (Palinurus Mauritanicus) si differenziano da quelle di media profondità per il colore più rosa chiaro e per una quantità di rostri superiore. Su profondità inferiori si trova l'aragosta bruna con tonalità violacee scure e risalendo ulteriormente, su fondali tra sabbia e poseidonia oceanica l'aragosta assume un colore ancora più cupo tendente al marrone.
Nel mare di Alghero vivono tutte queste qualità.
Gli esemplari di taglia maggiore vivono normalmente solitari specialmente il maschio che può raggiungere in età adulta i 5 kg.
In tempi ormai lontani sono state pescate aragoste del peso di 10 Kg.
Giovanni Delrio pescatore e armatore della Giovanna d'Arco, ha pescato un esemplare di Palinurus Mauritanicus di 6 Kg e di Palinurus Elephas di Kg. 4,8.
Gli attrezzi professionali usati per la pesca delle argoste sono le reti tremagli e le nasse.
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Scorfano rosso (Cappone - Cap-roig)
Pesce dalle ottime carni bianche, molto diffuso nel mare di Alghero. Si pesca con le reti da posta ossia tremagli e reti di fondo.
Vive in tutte le profondità fino a 500 metri insieme alle aragoste. Ottimo per le zuppe di pesce e cucinato al forno con le patate. Taglie fino a 4 Kg e 50 cm. di lunghezza.
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Merluzzo
Predatore, vive su fondali sabbiosi tra i 70 e 500 metri in colonie numerose. Si pesca in tutte le stagioni, principalmente in tarda estate - autunno; raggiunge nel mare di Sardegna al massimo i 4 kg. per 60 cm di lunghezza.
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Tanuta (Cantara - Càntera)
Vive in prossimità delle punte in famglie numerose. Ad Alghero si pescano a partire dal giorno di S. Giuseppe per un mese circa con grandi nasse innescate a sardina dove entra in grande quantità. In questo periodo si assommano nel "muntuni" per deporre le uova. Il maschio si differenzia dalla femmina per la taglia (maggiore fino a 3 Kg - 40 cm) e di colore azzurro; la femmina di colore grigio arriva al massimo a un kg. - 30 cm.
Questa pesca fino agli anni '70 era molto praticata dai nassaioli algheresi che a bordo delle loro spagnolette gareggiavano per ragiungere per primi il punto del "muntuni" dove si concentravano le nasse di decine di pescatori in uno spazio di mare molto ristretto.
Durante la giornata la stessa nassa poteve essere salpata diverse volte.
Nella foto un bell'esemplare di femmina.
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Mustella (Mòllera)
Vive in tutte le profondità su fondali rocciosi e sabbiosi. L'esemplare in fotografia è di fondale roccioso e si differenzia dal tipo di sabbia per il colore più scuro e brillante. Solitario, trascorre il tempo in tana e si pesca anche con le nasse. Da adulto raggiunge i tre Kg. e circa e 50 cm di lunghezza.
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Pesce Breve (Cappallà - Rata)
Comune nei mari di Sardegna, si pesca fino a 150 metri su fondali di pietra e sabbia puo raggiungere il chilogrammo di peso fino a 30 cm di lunghezza.
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Corvina di scoglio (Gulbal - Escorball)
Ha il suo habitat nelle grotte in famiglie abbastanza numerose su fondali fino a 50 metri e si nutre di piccoli crostacei. Da adulto raggiunge i 5 Kg. sviluppando una lunghezza di 60 cm. Il colore è argento brillante, cupo appena pescato poi tende a schiarire. Preda ambita dai subacquei, abbastanza raro pescarlo con le reti da posta come in questo caso.
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San Pietro (San Pera - Gall)
Pascola su fondali tra 30 e 300 metri nutrendosi di "Jarret Macu" come in algherese si chiamano gli Zerri, piccoli pesci azzurri. Nel periodo primavera-estate si avvicina ai bassi fondali inseguendo la mangianza e assomma come le Tanute. Contrariamente a quest'ultime non si pesca con le nasse, ma con reti da posta. Di colore verde scuro può raggkiungere i 4 Kg di peso per 40 cm di lunghezza. Nelle battute di caccia letteralmente aspira le prede emettendo un caratteristico rumore.
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Tracina (Aragna cabuzzuna - Aranya de cap negre)
L'esemplare pescato vive su fondali di pietra e sabbia su profondità fino a 130 metri raggiungendo il peso di 2 kg. per 40 cm. di lunghezza. E' dotata di pericolosi, velenosi, dolorosissimi aculei posizionati sugli opercoli e sulle spine dorsali. In caso di puntura, l'unico rimedio per lenire il dolore è ricorrere all'acqua calda e mantenere la calma. Infatti i pescatori che ne conoscono l'effetto, sono in grado di sopportarlo senza ricorrere a specifiche cure. Siccome la puntura è ugualmente percicolosa anche dopo la morte del pesce, è consigliabile spezzare con una forbice gli aculei velenosi.
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Triglie di scoglio (Triglia de ascol Moll de roca)
Si differenziano da quelle di fango per il colore rosso acceso; vivono in branchi numerosi su fondali fino a 150 m. Può raggiungere 1 Kg. di peso per una lunghezza di 30 cm.
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