Il nome del Santo, Elmo o Elm, è frutto di una trasformazione nel corso dei secoli, soprattutto ad opera dei marinai, da Erm a sua volta derivato da Erasmo.
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Particolare della statua lignea del patrono Sant'Elmo con i colori della città di Alghero, in processione
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Una lettera di S. Gregorio Magno del 10 settembre del 590 a.C., cita "Formianae ecclesiae, in qua corpus Beati Erasmi Martyris requiescit" indicando Formia quale luogo di prima sepoltura di S. Erasmo.
Precedentemente, per proteggerle dalle incursioni degli infedeli, le spoglie del Santo furono traslate a Gaeta che lo elesse a sua volta patrono, rimanendovi per almeno trent'anni.
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Via Sant'Erasmo si trova di fronte alla Cattedrale di Alghero, verso il mare
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Classica rappresentazione della eviscerazione del Santo mediante l'argano
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| Il Martyrologium Hyeronimianum gli attribuisce l'eviscerazione, tortura che colpì a tal punto la fantasia e l'immaginazione popolare, da essere rappresentata in quasi tutti i dipinti raffiguranti S.Erasmo. Il particolare dell'argano inserito dagli artisti nella scena, attrezzo in uso sulle navi, certamente richiamò l'interesse dei marinai e dei pescatori che lo elessero a loro protettore, rinominandolo S.Elmo. |
Alghero, domenica 30 maggio 1993: processione del patrono Sant'Elmo
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Così le fiammelle che talvolta, per fenomemi elettrostatici, apparivano sulla varea dei pennoni, in prossimità di temporali, furono chiamate "fuochi di Sant'Elmo"; secondo la credenza dei marinai, erano accesi dal Santo per proteggere l'imbarcazione.
Sant'Erasmo è ricordato nel Martirologio il 2 giugno e fa parte dei martiri ausiliatori già dal medioevo.
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