|
La produzione delle spagnolette proseguì sino all’inizio della seconda guerra mondiale. Si calcola che ne furono costruite circa un centinaio, per mano del maestro Feniello e di altri maestri calafati algheresi, tra cui Palomba e Caria. Alcune di queste costruzioni presero la via della Corsica, della Liguria.
In Sardegna è facile ancora oggi vedere delle spagnolette ormeggiate nei vari porti: Olbia; Golfo Aranci; Castelsardo; Bosa; Stintino e Carloforte. Ad Alghero ne esistono ancora più di 20 tra restaurate , nuove e vecchie.
La spagnoletta si fa notare oltre che per la sua grazia, anche per la stellatura dello scafo, che da all’imbarcazione un acchigliamento più pronunciato, dal suo dritto di prua verticale che ne aumenta la lunghezza al galleggiamento e quindi la velocità potenziale. Le dimensioni delle spagnolette venivano misurate in palmi (25 cm) e le più richieste andavano dai 23 ai 30 palmi. L’armamento era quello classico della vela latina con in dotazione due paia di remi.
L’imbarcazione veniva dotata al momento della costruzione di un vivaio per il mantenimento dei crostacei vivi, oltre che di alcune specie di pesci tra cui (murene, tanute, capponi ecc.). Il vivaio era situato da centro barca verso poppa, precisamente tra i due banchi centrali di voga. Il ponte di prua interamente copertato, era accessoriato dal "travant" e dal "monagu" al cui veniva fissato il bompresso.
La spagnoletta, oltre che essere dotata di un capiente pozzetto a poppa, poteva all’occorrenza essere tutta copertata, con l’ausilio dei boccaporti, che posizionati da prua a poppa, poggiando sopra le "mastre" posizionate longitudinalmente, che a loro volta dividevano lo spazio centrale dai corridoi laterali e chiudevano a poppa con un piccolo ponte per la seduta del timoniere.
Dal dopo guerra, l’adozione del motore ha determinato la cessazione di questo tipo di imbarcazione nata per la vela.
Attualmente le regate di tradizione dove la velocità è fattore determinante hanno riproposto la costruzione di nuove spagnolette. Sono state restaurate e vengono attualmente utilizzate una decina di spagnolette datate dal 1928 al 1956. Un allievo del maestro Feniello , Vittorio Cacciotto continua la tradizione costruendo nuove spagnolette presso i Cantieri Navali Algheresi.
|